Chiesa "Natività di Maria" di Sorga'
Chiesa

La più antica menzione della chiesa si ha in un atto del 939. Aliverto da Erbè, professante legge romana, dona al monastero di S. Maria in Organo di Verona alcuni terreni presso la chiesa di S. Maria di Sorgà, con patto di rimanerne usufruttuario assieme alla consorte fino alla loro morte. Nel 1444 l'abbazia passò agli Olivetani, monaci noti per il loro dinamismo e la severità dei costumi. Questo cambiamento procurò a Sorgà notevoli vantaggi, in particolare frequenti restauri, Il Cinquecento fu un secolo di rilievo per i felici mutamenti artistici avvenuti nell'antica pieve. Nel 1534 il padre Bartolomeo Martini da Verona, abate di S. Maria in Organo, ed il confratello Innocenzo Comparetto, cellerario (amministratore) dell'abbazia, si accordarono col maestro muratore Zuane Antonio Bucato per dare inizio al rifacimento di S. Maria di Sorgà. Nel 1536 Agostino Brusasorzi affrescò l'Annunciazione e tutta la parte decorativa della Chiesa. Merita interesse la qualità pittorica dell'affresco posto nel timpano dell'arco trionfale. Il raggio dell'incarnazione parte dal Padre Eterno benedicente e raggiunge la Madonna posta alla destra. Sulla sinistra troviamo i frammenti dell'arcangelo Gabriele. Nel 1758 viene aggiunto l'altare maggiore in marmo dei fratelli Lumi. Nel 1769 Padre Serafino Bianchi fu l'ultimo parroco olivetano. Alla fine del 1800 furono eseguiti i lavori per dare un nuovo assetto del presbiterio: controsoffitto, rifacimento del manto di copertura e scalinata. Nel 2007 iniziano i lavori di restauro comprendenti l'asportazione del controsoffitto e la restituzione artistica e spaziale della chiesa con i suoi affreschi. L'I I settembre del 2008 vi è la presentazione del libro di Luciano Rognini e AA. VV. sulla storia della Chiesa di Natività di Maria presso la biblioteca capitolare di Verona. Il 14 settembre 2008 viene inaugurata la chiesa restaurata. All'interno della Chiesa: Abside Pala del Coro: Santa Maria Vergine e Santi, Paolo Farinati, 1538. Lato sud Quadro: Maria Vergine e i 15 misteri Lato nord Pala: Sant’Antonio da Padova, S. Francesca Romana, S. Bartolomeo, Autore Ignoto. L’Arte: Agostino Brusasorzi nacque da Gaspare, un maestro falegname di origine lombarda e, prima di dedicarsi a dipingere, apprese a scolpire in legno frequentando la scuola del grande e poliedrico artista fra Giovanni da Verona, monaco olivetano. Questo maestro ricevette l'incarico dai monaci olivetani di decorare ad affresco la loro chiesa di Sorgà. Il contratto non ci è pervenuto ma, in sua mancanza, fanno fede i pagamenti. I restauri hanno inoltre riportato alla luce quanto rimane dell'Annunciazione, tema che un tempo, nelle chiese, era d'obbligo porre sull'arco trionfale, o comunque in una posizione dominante, in quanto da quell’avvenimento prodigioso e tema d'importanza dottrinale, inizia la storia del Cristianesimo. La figura poderosa del Padre Eterno è ritratta a mezzo busto al centro dell'arco: il volto presenta una fluente barba candida e lo avvolge una luce intensa, la mano destra si leva in atto di benedire. L'intonaco aveva ricoperto anche le immagini della vergine e dell' Arcangelo Gabriele, mandante dell' Annunciazione, disposte ai lati dell'arco. I lavori di restauro stanno recuperando pochi frammenti della figura della Madonna e la mistica Colomba, simbolo dello Spirito Santo, inviata dal Creatore. Purtroppo il dolce volto della Vergine è rimasto danneggiato quando, senza riguardo per l'affresco antico, si infisse la travatura ottocentesca. Quasi del tutto scomparso è l'Arcangelo, di cui si vede parte del volto, il giglio e frammenti della veste. Sulla sommità delle navate si sussegue una fantasiosa sequenza di draghi. Il testo e le foto della galleria sono stati tratti dal pieghevole di presentazione del restauro. Per maggiori informazioni collegarsi al sito: http://www.pontesorga.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5&Itemid=4