Il nostro territorio
Iniziando dal Capoluogo si ritiene necessario fornire alcune informazioni su una Corte che è stata anche recentemente visitata da circa mille persone: 'Villa Bogoni'. Ricostruire le vicende di Villa Bogoni e della Corte Bugna, dove il palazzo sorge, risulta a tutt'oggi un compito spesso difficile a causa della mancanza di documenti facilmente reperibili. La zona di Sorgà (anticamente denominata 'Suregada', 'Soregade/a', 'Sorgada/e') viene nominata nei manoscritti 'vico', 'villa', 'castello' e 'corte', a testimonianza della sua origine come insediamento rurale, della sua successiva fortificazione di borgata posta a presidio del fiume Tione nelle 'zona calde' del confine mantovano. Le terre di Sorgà vennero donate nell'889 dal suddiacono al Monastero di Santa Maria in Organo e da allora amministrate dai monaci fino al Quattrocento. In questa zona, dove il Monastero manteneva il diretto dominio delle terre, estendono le loro possessione alcune grandi famiglie notarili veronesi, che ottengono in seguito estese tenute sulle quali innalzano pregevoli complessi edilizi. Fra questi è probabilmente da ricercare la famiglia notarile che edificò nella seconda metà del secolo XV, la residenza padronale di cui stiamo trattando. Nella villa di Sorgà, verso la metà del secolo XVI, si attivano interessando anche la corte e il palazzo in oggetto importanti lavori di architettura e pittura che si devono ricollegare alla presenza del marchese Muzio Gonzaga, appartenente al ramo cadetto della dinastia, che destina a propria residenza il notevole complesso edilizio che si trova nel centro della 'villa', rilevando anche altre possessioni che oggi potrebbero corrispondere alla località detta 'le gonzaghe'. E' questa la grande epoca dei Gonzaga quali promotori della fioritura artistica ed architettonica del centro di Mantova chiamando a valorizzarlo Giulio Romano e la sua scuola. Nella seconda parte del secolo XVI, il Monastero di Santa Maria in Organo effettua la vendita delle possessioni in Sorgà a vantaggio della nobile famiglia veronese dei Murari. Negli anni successivi, i Murari strinsero rapporti con i Gonzaga; nella prima metà del secolo XVII, a seguito di un declino economico e politico della famiglia, Alberto Murari vende ad un Girardini la proprietà. Nel corso dei due secoli successivi, le vecchie strutture padronali vengono adattate alle nuove esigenze culturali e anche la corte in oggetto subirà delle variazioni: viene potenziata con nuovi corpi di fabbrica. Nel secolo successivo altre famiglie si successero nella proprietà fino a prima della 2^ guerra mondiale quando passa in mano alla famiglia Bogoni. La Villa Bogoni, costruita intorno alla metà del Quattrocento, è composta da due piani realizzati con murature di mattoni. Numerosi gli adattamenti attuati nel Cinquecento e ulteriormente nei secoli successivi. Le caratteristiche di questi adattamenti appaiono tali da non escludere, con immediato ed accurato restauro, la possibilità di fari rivivere gli antichi manufatti, decorazioni e pitture coperte e sopravvissute alle intemperie dei secoli. Da quanto si può vedere, l'antico edificio era interamente decorato e affrescato anche esteriormente. Grazie al volenteroso impegno dell'attuale proprietaria, Sig.ra Bogoni Adriana, che ha di sua iniziativa scoperto e pulito le pareti mettendo in luce splendidi affreschi nelle stanze del palazzo, è possibile intravedere due principali stesure di affresco: la prima collocabile intorno alla fine del Quattrocento, inizi del Cinquecento e la seconda in pieno Cinquecento. In particolare un ambiente, la cosiddetta stanza di Cesare, strutturato in modo prospettico come d'uso in quegli anni, va a creare un'illusionistica architettura dipinta di straordinaria suggestione. Questo mette in luce la padronanza dell'artista, autore di questo affresco, delle nuove tecniche pittoriche in auge in quegli anni. Questo tipo di pittura, ricorda senza dubbio quella splendida tendenza pittorica che si andava affermando proprio a Mantova in quegli anni, il manierismo, e che fu propria di Giulio Romano e della sua famosissima scuola. Altri sono gli affreschi degni di nota all'interno del palazzo e numerose sono le ipotesi sulla loro interpretazione. Ora la villa è oggetto di una tesi di laurea collegata ad un'accurata e particolareggiata ricerca che tenterà di dare soddisfacenti risposte ai molti interrogativi per ora rimasti senza risposte concrete.